Prima dell’ascesa al potere di Giulio Cesare, il Senato romano fece qualcosa di inaudito per fermarlo: nominò Pompeo “console senza collega”.

Questo fu un evento di grande importanza, perché le magistrature romane erano fondate sulla collegialità: avere due consoli significava che potevano controllare e bilanciare il potere reciproco. ​Era un principio fondamentale per la stabilità politica della Repubblica.

Roma aveva già una posizione di emergenza legale (dittatore) limitata a 6 mesi, ma invece diedero a Pompeo pieni poteri consolari senza eguali per limitarlo. ​Non sappiamo se ciò fosse dovuto al limite di tempo del dittatore, all’ambizione di Pompeo o al desiderio di un più rapido ritorno alla normalità.

Cesare ricevette un trattamento simile in seguito, ma solo dopo aver vinto la guerra civile. ​Non solo ottenne poteri straordinari, ma ristrutturò l’intera Repubblica. ​Resta pura speculazione dove avrebbe portato Roma se i cospiratori non lo avessero assassinato.

È ironico come il disperato tentativo del Senato di preservare la Repubblica infrangendo le proprie regole abbia probabilmente accelerato la sua caduta.