https://searxng.devol.it/ è un metamotore di ricerca avanzato, capita quindi di dover attivare o disattivare i motori utilizzati perché alcuni vengono bloccati o smettono di rispondere. Ultimamente Bing ma anche Google stanno deliberatamente ostacolando i metamotori, un po’ come Google ha già fatto in passato con Invidious.

Ma i motori di ricerca ancora funzionanti sono molti, quindi si può tranquillamente fare ricerche attivando solo Yahoo e Brave nelle impostazioni 🙂

Pubblicato su: @sicurezza

      • Neff :manjaro:@mastodon.uno
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        3 days ago

        @elettrona @simonperry @devol @sicurezza altavista era portentoso. Curioso come sia sparito nel nulla, mentre ad esempio Yahoo ha resistito per molto più tempo. In Italia c’era anche Virgilio, ma qui siamo davvero nella preistoria informatica. A casa per connettermi a internet dovevo sbobinare 10 metri di doppino telefonico e, su Linux (SuSE 6.4), connettermi con wwdial. Per navigare usavo Netscape Navigator 4.x. Che tempi!

        • Elena Brescacin@poliversity.it
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          3 days ago

          @Neffscape @simonperry @devol @sicurezza Sono tempi che ho vissuto anch’io; internet dal 1998. Con tutte le molestie sessuali e il bullismo che ricevevo in chat e non c’era nessuna rete per difendersi, rimpiango quei tempi per molte cose, ma non per altre. Non c’erano algoritmi che davano fastidio, ma c’era shinystat che ti mangiava pure le mutande

          • Neff :manjaro:@mastodon.uno
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            20 hours ago

            @elettrona @simonperry @devol @sicurezza Vero! Shinystat era quello che tirava il carro prima di google analytics. C’era anche Geocities che alla faccia della decentralizzazione ti permetteva di farti un sito pieno di pubblicità praticamente gratis. Il mio ISP locale (ticino.com, che esiste ancora), offriva gratuitamente ad ogni cliente dial up un piccolo spazio hosting per caricare la propria pagina web, che poi si poteva esibire con i propri amici nerd, prima che essere nerd fosse di moda.

            • Elena Brescacin@poliversity.it
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              9 hours ago

              @Neffscape @simonperry @devol @sicurezza Poi mettici, all’epoca, i già diffusi instant messenger centralizzati. Msn, Yahoo messenger, ICQ, che poi utilizzavi con una sola app perché c’era Miranda. Già all’epoca avevo un account su jabber.linux.it che ormai ho perso. L’epoca in cui ZIOBUDDA era la mia home page principale. Prima del 2002, Microsoft era partita bene. Con Microsoft Chat che di fatto era un client IRC. Con tutte le volte che con /nick ci si cambiava i soprannomi al volo e si facevano gli scherzi (o le molestie) oppure con /sound si mandavano i rutti. La prima chat web accessibile che io e un paio di amici avevamo fatto in PHP, stand-alone, senza registrazione, l’avevo pubblicata nella sezione script php di html.it col mio sito personale come demo e… Ricordo al volo di due tizi, un uomo e una donna, che facevano sexting nella mia chat senza sapere che al log si poteva accedere senza crittografia né nulla. Pubblico. Bastava un link diretto.
              Poi mettiamoci all’epoca io su IRC, già allora col nick “talksina” che mi sono tenuta per 23 anni. C’era un certo AlexPianoPlay nei canali informatici specie quelli dedicati all’hardware. Litigavamo ogni sera sulle solite questioni Windows-Linux e affini (lui winaro convinto) e ogni volta pareva che quasi ci cercassimo. Cercassimo di trovarci in chat, per poi litigarci. Una specie di stima travestita da antipatia reciproca.
              Ed è finito che Alessandro, il mio amico più caro (conosciuto via mail e blog nel 2019) mi ha rivelato, mandandomi pure i log dell’epoca, di essere stato lui AlexPianoPlay. Me l’ha rivelato solo di recente. “avevo capito subito che eri la stessa talksina”. In realtà ci beccavamo in chat ma gli insulti erano sempre mirati al contesto informatico, mai sull’aspetto fisico, sessismo, ecc.

            • Elena Brescacin@poliversity.it
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              19 hours ago

              @Neffscape @simonperry @devol @sicurezza Geocities, poi c’era Xoom. E Digilander di wind/infostrada, il rifugio dei negazionisti accaivvù 🦠☣️ quante segnalazioni incazzose che facevo in merito! E le guerre tra poveri di ciechi informatizzati non ce le metti? Chi metteva su xoom i crack degli screen reader, chi gli mp3, poi mettevano testo bianco su sfondo bianco (FFFFFF in esadecimale) convinti che così la finanza non li beccasse mai. Poi era xoom stessa che chiudeva i siti allora c’erano 'sti orbi che facevano baruffa uno con l’altro accusandosi a vicenda di aver l’uno spaccato il sito dell’altro. Ma era xoom che blacklistava i titoli dei brani midi/mp3. Finché la guerra tra poareti, è finita da sola perché i server di xoom si sono presi fuoco.
              Il mio primo ex, e un ragazzino all’epoca di 13 anni, mi avevano tirato in mezzo a 'sta roba per monitorare quanto ci guadagnava il ragazzino con la pubblicità. Adesso mi metto a ridere, la guerra tra poveretti non è cambiata. Ha cambiato location. Se la prendono ancora uno con l’altro gli stessi, ma la colpa è dell’algoritmo fb

          • @simonperry @Neffscape @elettrona @devol @sicurezza che ricordi Libero e virgilio come motori di ricerca, oltre che le duecento toolbar che ogni software cercava di installare.
            Diciamo che la fine ebbe inizio quando sia i blog integravano google per cercare all’interno del sito, sia quando i browser integrarono la ricerca nella barra degli indirizzi.
            Le persone si abituarono e per pigrizia tutti usarono Google

            • @betelgeuse93 @simonperry @Neffscape @elettrona @devol @sicurezza va detto che google ai primi tempi era un ottimo prodotto, e in più era leggero. I vari yahoo e altavista erano pieni di immagini e ci mettevano una vita a caricarsi, google aveva solo il logo in lettere colorate al centro di una pagina bianca, piacevole agli occhi e piacevole al doppino.
              All’epoca google mi piaceva, anche solo per la leggerezza della pagina. Oggi mi fa venire la pelle d’oca

            • Elena Brescacin@poliversity.it
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              3 days ago

              @betelgeuse93 @simonperry @Neffscape @devol @sicurezza Motori integrati - questa è la ragione per cui io vorrei la federazione activitypub integrata in ogni grosso o piccolo gestore di contenuti; adesso, se a qualche profano parli di federazione, al massimo ti parla del mancato sogno della padania; il cambiamento però verrebbe digerito se fosse ovunque di serie. Il problema però qual è? E in un certo senso Automattic (i creatori di WordPress lo stanno già facendo): una volta che una piattaforma tiene su gran parte dell’Internet, oltre alle conseguenti vulnerabilità di sicurezza, il rischio di monopolio è altissimo. L’essere umano, dalla notte dei tempi, non è mai cambiato. Rane e scorpioni, rane bollite, supercazzole varie, gli antichi si sono inventati ogni metafora per dirlo. E noi dovremmo quantomeno imparare dagli errori perché, se è vecchia come il mondo l’idea di avere la soluzione comoda a portata di mano, è altrettanto vero che c’è sempre chi ne prende vantaggio e ce ne accorgiamo quando l’acqua bollente, il fango o qualunque altra sostanza maleodorante, ci sta alla gola.

              • Elena Brescacin@poliversity.it
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                3 days ago

                @simonperry @betelgeuse93 @Neffscape @devol @sicurezza Dopo lo scrivo nel report del self hosting che faccio nel mio profilo per il pubblico italiano e internazionale.
                Ma per dire una stupidaggine, legandomi al discorso “google integrato nei blog per cercare nel sito”, mi sono trovata in difficoltà grossa: WriteFreely non ha una possibilità di avere un motore di ricerca interno per cercare fra i post scritti nel blog. E non c’è alcun servizio self-hosting che si limiti a cercare all’interno di una stessa piattaforma e/o dominio. In più, ora ho il contact form su letterbird.co; sistema centralizzatissimo. Ma non c’è possibilità senza troppo sbattimento, di farsi una form fatta bene che mandi le mail. Ossia, io saprei anche farne una in php a manella, ma poi mi tocca sbattermi col css -quindi domandare a un vedente di toccare il mio codice- per una semplice banalissima funzione mail(= e se lo facessi mi butterei addosso millantamila spam bot