Nelle #scuole italiane sta circolando questa informativa in cui viene richiesto il consenso all’apertura di un profilo #Google Workspace per lo studente.
Parliamo, è bene ricordarlo, di studenti minorenni che talvolta hanno anche meno di 14 anni.
Notare: “il mancato consenso … può influire sull’esperienza didattica”. Insomma, se tu genitore non accetti di far aprire un account su Google a suo nome, tuo figlio potrebbe avere difficoltà a scuola.
Solo io la vedo male?
@grep_harder @sicurezza 😱Come consegnare mio figlio all’orco
@grep_harder @sicurezza capisco le preoccupazioni per la privacy ma Google offre una suite di strumenti che non ha rivali per integrazione e semplicità d’uso. Non dico che non si possa fare diversamente ma quasi…
@ramocalnasip @grep_harder @sicurezza
Guarda, conosco la Suite fornita da Infomaniak che offre una suite di prodotti web, con mail, office automation e pim perfrttamente integrati.
Poi c’è Nextcloud, che gira sui raspi, e fa praticamente tutto.
Ma anche un Synology adesso ha tutto integrato.
Quindi di alternative ne esistono a bizzeffe 😊
@ramocalnasip @grep_harder @sicurezza ecco, queste affermazioni mi fanno cadere le braccia
Posso capire ai tempi del covid, dove c’è stata un’urgenza difficilmente colmabile se non con i mezzi a disposizione
Ma oggi?
Scusa se lo dico, ma oggi le affermazioni sulla privacy come la tua sono di un’ingenuità non accettabile (non da parte tua, ma da parte delle istituzioni, perché sono le stesse idee che trovi nella testa di chi vi lavora)
Perché pensi che facciano datacenter sempre più grandi?@filobus @grep_harder @sicurezza mi dispiace farti cadere le braccia ma la mia opinione è quella che ho esposto: non ci sono strumenti migliori e non mi sembra così disastroso utilizzare la suite di Google finché non si trova un’alternativa accettabile. Non puoi chiedere a studenti di 14 anni, che di nativi digitali non hanno proprio nulla, di saltare da una piattaforma all’altra perché non possiamo dire a Google cosa?! Senza contare che lo usano già e gli danno inconsapevolmente molti più dati.
@ramocalnasip @grep_harder @sicurezza guarda, per diventare nativi digitali non ti devono propinare Google, perché usare Google e non saper far altro non va confuso col “sapere usare strumenti digitali” o diventare “nativi digitali”
Non sapere usare più piattaforme, non sapere sceglierle, quello è essere ancora un analfabeta digitale
Non state regalando un valore aggiunto ai vostri figli, li state incatenando@filobus @ramocalnasip @grep_harder @sicurezza la tecnologia,tutta, mi fa sentire in galera,sottoposto a centinaia di regole idiote che rubano la vita
@filobus @ramocalnasip @grep_harder @sicurezza tuttavia dovremmo liberarci di tutte le sovrastrutture, non crearne di nuove
@SenzaTroppeParole @filobus @ramocalnasip @grep_harder @sicurezza quella delle auto poi è contro l’automobilista!
Ma pure prova a schiacciare per sbaglio una combinazione di tasti del pc o telecomando tv!
Se lo fa il gatto butti via cose!@SenzaTroppeParole @filobus @grep_harder @sicurezza capisco le ragioni sollevate in questa discussione e sono d’accordo su tutto ma alla fine bisogna fare i conti con la realtà e, al momento, la realtà è che non c’è di meglio. Ovvero, non c’è strumento rispettoso della privacy che sia minimamente paragonabile alla funzionalità, completezza e integrazione dei servizi di Google. Tra l’altro, tutti questi ragazzi hanno già uno smartphone tramite cui concedono grandi quantità di dati.
@ramocalnasip @SenzaTroppeParole @filobus @grep_harder @sicurezza Credo che il problema sia proprio nel paragonare gli strumenti. Ragionando così, quasi sempre, ci si fossilizza sui soliti tool che hanno una enorme quantità di funzionalità inutili/inutilizzate.
Spesso le scelte standard sono fatte dai responsabili IT per paraculaggine nel caso sorgano problemi.@sigjlr @ramocalnasip @SenzaTroppeParole @filobus @sicurezza è il classico errore di paradigma italiano: si parte dagli strumenti e non dalle esigenze. Così spesso le esigenze si adattano sugli strumenti e non viceversa. E certo, è tutto un problema di responsabilità e di chi se la vuole prendere: pochi, pochissimi. Anche se sarebbero pagati per farlo.
@ramocalnasip @SenzaTroppeParole @filobus @grep_harder @sicurezza questi dibattiti sono sterili se prima non si considera, come per qualsiasi sistema in cui bisogna automatizzare parte delle informazioni, chi sono gli utenti e quali sono le funzionalità. 99% delle scelte vengono fatte a prescindere da un ragionamento su queste domande, la cui stella polare dovrebbe essere quanto si è appreso. Apprendere costa fatica. Quindi non per forza va reso tutto automatico.
@ramocalnasip @SenzaTroppeParole @filobus @grep_harder @sicurezza il fatto che tu non conosca alternative valide, non implica che queste non esistano.
Ma evito di perdere tempo che, tanto, dalle affermazioni che hai scritto qui, capisco che non sei propenso a un dibattito critico.@s1m0n4 @SenzaTroppeParole @filobus @grep_harder @sicurezza comunque, la prossima volta che vuoi evitare di “perdere tempo”, come dici tu, evita proprio di rispondere perché non è una maniera costruttiva di condurre una discussione. Non ho tempo da perdere con chi non vuole perdere tempo ad argomentare.
@s1m0n4 @SenzaTroppeParole @filobus @grep_harder @sicurezza non pensavo di dover leggere anche su questo social commenti di questo tenore. Ad ogni modo, ti garantisco che so benissimo di cosa parlo. Posso avere un’opinione (consapevolissima) diversa dalla tua o non mi è concesso?
Se riesci ad indicarmi anche una sola alternativa che offra gli stessi servizi, allo stesso livello e con la stessa integrazione, sono ben lieto di conoscerla.
@ramocalnasip @SenzaTroppeParole @grep_harder @sicurezza io so che ci troviamo a un mondo che ci schiaccia
Ma 1. Queste funzionalità di cui parli sono tutte necessarie o quelle che servono esistono già o sono implementabili anche da privati che rispettano i requisiti minimi (di legge, non parliamo di interfacce colorate)? (e che i big non rispettano)
Secondo me la seconda, e se ha un costo (davvero maggiore di quanto si paga ai big?) questo costo viene ampiamente ripagato da una autonomia e@ramocalnasip @SenzaTroppeParole @grep_harder @sicurezza indipendenza, che si trasforma in una capacità di pagare prezzi reali e non causate da dipendenze e monopoli, e capacità contrattuale che ora ci stiamo togliendo. In più sviluppi competenze a livello locale o europeo (che ci servono a resistere ai dazi ad esempio), che migliorano la professionalità, quindi sviluppo di capacità tecnologica ed economica nostra. E maggiore competenze e investimenti in formazione.
2. Noi non possiamo fare
@ramocalnasip @filobus @grep_harder @sicurezza ci si lavora sù e piano piano si arriva😃🙏🖖
@ramocalnasip @filobus @grep_harder @sicurezza certamente,non desidero x nulla creare polemiche e mi trovo assolutamente concorde con quanto dici
@filobus @ramocalnasip @grep_harder @sicurezza d’accordo,ma la tecnologia deve servire l’uomo,non deve asservirlo🤭
@SenzaTroppeParole @filobus @ramocalnasip @sicurezza concordo totalmente. Per questo la consapevolezza degli strumenti tecnologici usati è alla base della libertà di essere serviti e non asserviti.
@grep_harder @filobus @ramocalnasip @sicurezza li conosco,ma più li conosco e più non li vorrei usare
@filobus @grep_harder @sicurezza non ho detto che per diventare nativi digitali bisogna usare Google. Dico che, a differenza di quanto si creda, i cosiddetti “nativi digitali” non sanno usare nulla fuorché lo smartphone. Farli saltare tra diverse piattaforme non integrate fra loro è un problema non indifferente.
@ramocalnasip @filobus @sicurezza quindi, perdonami, pur di non investire in consapevolezza e competenze ICT, ormai basilari per qualsiasi aspetto del quotidiano, abituiamo gli utenti alla comoda ignoranza di come funzionano gli strumenti che usano?
@ramocalnasip @filobus @grep_harder @sicurezza è quello che direbbe Google. E quello che ha fatto Microsoft per anni, tollerando la pirateria per crearsi una base di utenti che non mollerebbe Office neanche sotto tortura.
Più è comodo, meno privacy e più tu sei il prodotto.
@ramocalnasip @grep_harder @sicurezza pensi davvero che dei dati che raccolgono non se ne facciano niente?
Dopo il caso Cambridge, e Palantir, di cui si sa poco, ma quel si sa già basta a rabbrividire?
Una volta la Stasi controllava molto strettamente quel che fanno i cittadini, ma a un livello limitato. Ora lo spionaggio interno ed esterno si fa a livello industriale, automatizzato, capillare. Per profilare, schedare, predire, controllare. Per ragioni economiche, politiche, di dominio@ramocalnasip @grep_harder @sicurezza e secondo te i mezzi per creare una piattaforma europea non ci sono? (Usando già tante risorse libere già esistenti)
E la volontà non è il momento di farsela venire?
E forse non è il caso di sfasciare la scuola ogni governo che viene?
E forse molte delle funzionalità che oggi si sentono come necessarie poi non lo sono davvero, e quindi queste piattaforme in che misura sono solo un bisogno indotto?@filobus @grep_harder @sicurezza sulla necessità di piattaforma europee sono assolutamente d’accordo. Sulla necessità di avere un Cloud, una suite office, e un ambiente di apprendimento online mi pare che possiamo essere d’accordo.
@ramocalnasip @sicurezza non è solo una preoccupazione relativa alla privacy ma anche dalla dipendenza strategia delle istituzioni ad una multinazionale americana. Che sia fatta bene, nessun dubbio. Che sia la scelta migliore per le Scuole qualche dubbio, invece, ce l’ho.
@grep_harder @sicurezza purtroppo non c’è alternativa all’altezza. Io invece credo che sia la scelta meno peggio che sacrifica dati e privacy in cambio di uno strumento integrato e perfettamente funzionante.
@ramocalnasip @grep_harder @sicurezza siamo onesti: uno studente ha realisticamente bisogno del 10% delle funzionalità di Google.
Ho recentemente fatto dei workshop nelle scuole e i pc forniti per collegarsi alla LIM sono un inferno. I docenti finiscono a usare dispositivi e account personali perché non riescono a settare quelli scolastici.
Google e Microsoft sono funzionali solo perché abbiamo deciso che quello è lo standard. Bisogna semplificare pensando alle reali priorità degli studenti.@mrmarcorusso @ramocalnasip @sicurezza parole sante!
@ramocalnasip @grep_harder @sicurezza
Dipende anche da come viene usata.
Ad esempio alle primarie, dove basta una semplice casella mail per le comunicazioni, non ne vedo minimamente la necessità.@ramocalnasip @sicurezza dipende tutto quanto credi che siano importanti dati e privacy. Per quanto mi riguarda, pensando che parliamo di dati di minori, tali dati sono MOLTO importanti e potrebbero essere adottate soluzioni forse meno prestazionali, forse meno potenti, ma molto più rispettose. Alla fine, non abbiamo bisogno della Ferrari per andare a far la spesa: va bene anche una 500…
@grep_harder @sicurezza non so quanti dati si possano cedere considerando che sono account limitati all’utilizzo scolastico. Pochissimi ragazzi lo usano nei loro dispositivi personali. Comunque, rinunciare all’integrazione di Drive con tutta la suite d’ufficio e Classroom è davvero molto difficile.
@grep_harder @sicurezza vanno lette le direttive nazionali sulla DDI che non prevedono firme dei genitori, ma molti DPO probabilmente preferiscono fare mandare circolari come quelle
Appena riesco, metto qui 2 link@grep_harder @sicurezza eccoli qui:
https://istruzioneveneto.gov.it/wp-content/uploads/2020/09/Didattica/_Digitale/_Integrata/_e/_tutela/_della/privacy/-/_Indicazioni/_generali.pdf
https://www.istruzione.it/rientriamoascuola/allegati/Didattica-Digitale-Integrata-e-tutela-della-privacy-Indicazioni-generali.pdf
https://www.garanteprivacy.it/documents/10160/0/VADEMECUM±+La+scuola+a+prova+di+privacy+2025.pdf/f1d98c71-9f9d-faaa-9126-478d4bb4f2ad?version=2.0&download=true@grep_harder @sicurezza poi volendo approfondire si possono fare dei foia per farsi dire come hanno implementato la DPIA e quale è stato il processo che ha portato alla scelta della piattaforma specifica
E vedere se sia stato rispettato il CAD
@grep_harder @sicurezza Scusa ho spedito una prima risposta senza scrivere mulla. Con Mastodon sono ancora imbranato. Ti scrivo solo per dirti che Google sarebbe da buttare fuori dalle scuole. Si sta appropriando dei nostri dati e non va bene, Anche tutti gli altri social andrebbero banditi dalla vita degli adolescenti. Li stanno facendo diventareanzitempo tutti consumatori e così perdono uno dei periodi più belli della vita. Buona serata e grazie
@rbrambilla @grep_harder @sicurezza d’accordissimo ma al momento non c’è un’alternativa simile che sia gestibile da un utente medio (la google suite di gestisce facilmente, gestito dall’animatore digitale che c’è in ogni istituto e in genere le competenze sono basiche).
Un’alternativa open ci sarebbe ma serve personale più formato per gestire il tutto (mi viene in mente nextcloud che potrebbe sopperire).@gecco @rbrambilla @grep_harder @sicurezza forse io sono un boomer ma davvero non capisco quale sia il senso dell’utilizzo di Google classroom o teams, o altre amenità del genere nelle classi. Sono ragazzini delle medie, mica ricercatori del CERN. Che se ne fanno di tutta sta suite? E la cosa più ridicola e che se gli chiedi i fondamenti di Internet e dell’informatica non sanno niente. Niente di email, browser, programmi, sistemi operativi, ecc… A che pro?
@gecco @rbrambilla @grep_harder @sicurezza https://scuolalibera.continuity.space/ questo ad esempio
@masmg @rbrambilla @grep_harder @sicurezza ah si è vero, conoscevo questo progetto ma me l’ero completamente dimenticato :)
@grep_harder @sicurezza siamo tutti consapevoli che siamo 4 gatti ad avere la consapevolezza di questo abominio, vero? Non abbiamo la minima speranza di poter cambiare questa situazione da genitori. Ironicamente l’unica speranza è Trump, che sproni l’Europa a incentivare l’Open Source.
@grep_harder
Alla scuola di mio figlio non ho dato il consenso (anche se non sarebbe la base giuridica corretta), le maestre non capiscono il perché. Ho creato una mail su Proton che per adesso è più che sufficiente.
@sicurezza@sicurezza @grep_harder
nella mia scuola, pur avendo un sito, dobbiamo scaricare la modulistica andando in quella palude che si chiama drive, peraltro senza alcuna logica razionale nella denominazione dei file. Naturalmente usando l’account “istituzionale” (giuro, lo chiamano così) assegnato d’ufficio.
Aggiungo che nelle scuole, “per ragione di privacy”, nelle mail di servizio i nominativi di studenti BES, disabili, ecc. sono di solito sostituiti da anonime iniziali >>@sicurezza @grep_harder
salvo poi caricare documenti contenenti dati sensibili come il PEI e il PDP con tanto di nome e cognome, sul “drive condiviso” in modo che ciascun docente compili la parte di sua competenza. La sQuola italiana è ormai schiava di Google e delle sue “risorse” messe generosamente a disposizione (drive, classroom, meet, shitware, ecc.).
Comunque mi mancano 213 giorni alla pensione dopo di che muoia sansone ecc. ecc.
@grep_harder @sicurezza lo ripeto da mesi agli incontri in presenza. Non ci crede nessuno. Invece e’ reale. E il Garante ha approvato le nuove linee guida ministeriali.
All’ultimo evento ho detto: “Stiamo parlando dei nostri figli, e’ chiaro ?”@grep_harder @sicurezza privato a chiedere , posso usare Linux?
No
Potete usare altri strumenti?
No
Mica siamo all università…
Ho 3 figlie e vari account gmail.
E se iniziano con quelli…Non parliamo di quando ho chiesto dei log out i gestore password…
Per fortuna c’è lo zaino digitale…
Ogni casa editrice una utenza diversa…
Obbligati!!!@grep_harder @sicurezza queste cose provengono dal delirio del GDPR che è fatto per legalizzare lo sfuuttamento dei dati personali. In realtà però il problema è un altro, perchè la scuola utilizza servizi di Google invece di cercare servizi open source? Non esistono solo Google e Microsoft che offrono servizi in cloud.
@ClaudioV1432 @grep_harder @sicurezza la risposta è semplice: non si sa dove allocare la quantità di fondi. E Google fornisce accordi preferenziali con le scuole per fornire hardware (i Chromebook) e software (la G suite) a un prezzo a cui il budget scolastico non è in grado di trovare alternative vere e proprie. E tu dirai: ma l’open source non costa niente! Vero, ma richiede competenza da parte degli animatori digitali. E il lato hardware non è coperto.
@iagomago @ClaudioV1432 @grep_harder @sicurezza non ho dati riguardo l’Italia, ma se le cifre sono simili a quelle diffuse da Francia e Germania relative al risparmio che avranno passando a servizi open-source e localizzati in EU, fatico a credere che il budget sia così risicato e non ci siano opzioni valide.
@iagomago @grep_harder @sicurezza le competenze si formano, il risparmio sul sw si può dirottare sull’hw, è la volontà che manca.
So che non è per niente facile, sicuramente i soldi non basteranno, ma secondo me lo Stato deve cominciare, non solo nella scuola, a rendere i servizi nazionali indipendenti dai big player stranieri.
Soprattutto adesso che il mondo sta cambiando.
Sia ben chiaro, non ho niente contro gli USA che è un Paese amico, ma è il momento di essere più prudenti.@ClaudioV1432 @iagomago @grep_harder @sicurezza gli Usa un paese amico 🤔
Ora non voglio fare inutili polemiche sull’affermazione in sé, che capisco, ma proprio sul principio
Primo perché tu ti senta in dovere di dirlo
Il fatto è che non esistono paesi amici, al massimo alleati (forse popoli amici)
Ma gli Usa non sono amici più degli italiani tra loro, eppure gli italiani devono rispettare delle leggi. Gli Usa possono di fatto usare i nostri dati come vogliono, e lo fanno, noi no
Leggi non amici@ClaudioV1432 @iagomago @grep_harder @sicurezza le competenze si pagano, altrimenti " pay peanuts, get monkeys".
@ClaudioV1432 @iagomago @grep_harder @sicurezza il problema è che serve tempo e oggi, secondo me, si deve fare prima di tutto in fretta. E con i pacchetti pronti si fa prima, mentre formare le competenze è un processo più lungo e che sul lungo periodo fa risparmiare… Ma il periodo è troppo lungo e anche a livello politico-elettorale l’investimento a troppo lungo termine non rende.
@grep_harder @sicurezza il duopolio Google-Microsoft, così come quello Nuvola-Spaggiari per il registro elettronico è solo uno dei tanti mali della scuola italiana e, secondo me, nemmeno il peggiore.
Prima di tutto bisognerebbe iniziare ad assumere personale, sia docente che ATA, in base alle competenze e non con l’unico criterio delle graduatorie per soli titoli. Titoli che il più delle volte non si guadagnano ma si comprano al “mercato dei punti”.@UserNotFound @grep_harder @sicurezza volevo replicare (in quanto lavoro in una scuola) ma hai riassunto tutto il mio pensiero :)
Già il fatto che tutti gli anni più o meno del personale scolastico cambia è un dramma: è ormai da prima del covid che mi assegnano un aiuto (non riesco a chiamarlo collega :) ) e tutti gli anni è una persona diversa che va formata da capo.@gecco @UserNotFound @sicurezza temo che il problema sia più ampio della scuola: la PA italiana non ha mai seriamente investito in competenze ICT, preferendo delegare a terzi i servizi informatici. Il risultato è stata una costante emorragia di competenze e, di conseguenza, scelte ICT fatte secondo criteri orientati esclusivamente al risparmio/comodità, senza alcuna attenzione ad aspetti critici come strategia, privacy, sicurezza…
@grep_harder @UserNotFound @sicurezza ah bhe si, sicuramente è più ampio. Io mi fermo al mondo della scuola perché ci lavoro e vedo come vanno le cose.




















