Nelle #scuole italiane sta circolando questa informativa in cui viene richiesto il consenso all’apertura di un profilo #Google Workspace per lo studente.
Parliamo, è bene ricordarlo, di studenti minorenni che talvolta hanno anche meno di 14 anni.
Notare: “il mancato consenso … può influire sull’esperienza didattica”. Insomma, se tu genitore non accetti di far aprire un account su Google a suo nome, tuo figlio potrebbe avere difficoltà a scuola.
Solo io la vedo male?


@grep_harder @sicurezza il duopolio Google-Microsoft, così come quello Nuvola-Spaggiari per il registro elettronico è solo uno dei tanti mali della scuola italiana e, secondo me, nemmeno il peggiore.
Prima di tutto bisognerebbe iniziare ad assumere personale, sia docente che ATA, in base alle competenze e non con l’unico criterio delle graduatorie per soli titoli. Titoli che il più delle volte non si guadagnano ma si comprano al “mercato dei punti”.
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@gecco @UserNotFound @sicurezza temo che il problema sia più ampio della scuola: la PA italiana non ha mai seriamente investito in competenze ICT, preferendo delegare a terzi i servizi informatici. Il risultato è stata una costante emorragia di competenze e, di conseguenza, scelte ICT fatte secondo criteri orientati esclusivamente al risparmio/comodità, senza alcuna attenzione ad aspetti critici come strategia, privacy, sicurezza…
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