Nelle #scuole italiane sta circolando questa informativa in cui viene richiesto il consenso all’apertura di un profilo #Google Workspace per lo studente.

Parliamo, è bene ricordarlo, di studenti minorenni che talvolta hanno anche meno di 14 anni.

Notare: “il mancato consenso … può influire sull’esperienza didattica”. Insomma, se tu genitore non accetti di far aprire un account su Google a suo nome, tuo figlio potrebbe avere difficoltà a scuola.

Solo io la vedo male?

@sicurezza

  • UserNotFound@mastodon.uno
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    10 days ago

    @grep_harder @sicurezza il duopolio Google-Microsoft, così come quello Nuvola-Spaggiari per il registro elettronico è solo uno dei tanti mali della scuola italiana e, secondo me, nemmeno il peggiore.
    Prima di tutto bisognerebbe iniziare ad assumere personale, sia docente che ATA, in base alle competenze e non con l’unico criterio delle graduatorie per soli titoli. Titoli che il più delle volte non si guadagnano ma si comprano al “mercato dei punti”.

    • Gecco@livellosegreto.it
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      9 days ago

      @UserNotFound @grep_harder @sicurezza volevo replicare (in quanto lavoro in una scuola) ma hai riassunto tutto il mio pensiero :)
      Già il fatto che tutti gli anni più o meno del personale scolastico cambia è un dramma: è ormai da prima del covid che mi assegnano un aiuto (non riesco a chiamarlo collega :) ) e tutti gli anni è una persona diversa che va formata da capo.

      • Mic Pin@mastodon.unoOP
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        9 days ago

        @gecco @UserNotFound @sicurezza temo che il problema sia più ampio della scuola: la PA italiana non ha mai seriamente investito in competenze ICT, preferendo delegare a terzi i servizi informatici. Il risultato è stata una costante emorragia di competenze e, di conseguenza, scelte ICT fatte secondo criteri orientati esclusivamente al risparmio/comodità, senza alcuna attenzione ad aspetti critici come strategia, privacy, sicurezza…