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    6 days ago

    @giorgiosarto
    Certamente, Giorgio, ed è probabilmente la migliore stima che possiamo avere.

    Ma al di là del coefficiente di Gini nel dettaglio del numero, mi pongo una domanda più generale.

    Come si conciliano milioni di NEET e inattivi, famiglie con redditi vicini alla soglia di povertà e livelli di consumo che, a parità di potere d’acquisto, restano relativamente vicini alla media europea?

    Nel 2024 i consumi individuali effettivi italiani erano al 98% della media UE, nonostante le note difficoltà dei redditi e del mercato del lavoro.

    Naturalmente ci sono diverse spiegazioni: patrimonio accumulato, case di proprietà, sostegno familiare, risparmi e anche economia sommersa.

    Non sostengo che il sommerso spieghi tutto, né che la povertà sia soltanto apparente.

    Mi chiedo però se il reddito rilevato sia sufficiente per comprendere il reale tenore di vita delle famiglie italiane.

    Forse il confronto più interessante non è soltanto tra i coefficienti di Gini, ma tra redditi, patrimoni e consumi effettivi nei diversi Paesi europei.

    Purtroppo gli indici non quadrano in pieno con una distribuzione dei redditi descritta, nemmeno con le correzioni Istat. Anche se il fenomeno è giustificabile (economicamente, non moralmente!) avere riserve sulla tipicità italiana aiuterebbe a discutere sul fatto che stiamo proprio così male quando chiediamo aiuto ma così bene quando consumiamo oltre al necessario.